L’alimentazione del bambino durante la crescita
L’allattamento è il metodo più consigliabile sia per la madre, sia per il bambino in quanto il latte materno è l’alimento migliore per il bambino.
Esso è naturalmente sterile, alla temperatura giusta e sempre disponibile.
Per la madre, l’allattamento presenta molti vantaggi.
Parecchie analisi statistiche dimostrano che le donne che hanno allattato sono meno affette da carcinomi alla mammella di altre che non hanno potuto o voluto farlo.
Inoltre, le madri che allattano riprendono più facilmente il peso iniziale perchè il soprappeso, che consiste in tessuto adiposo sottocutaneo, verrà utilizzato dall’organismo per la produzione di latte.
Allattare nei primi minuti dopo il parto, provoca delle contrazioni dell’utero materno, che così torna molto più rapidamente alle dimensioni iniziali, diminuendo così i rischi d’emorragia e rendendo la perdita di sangue meno abbondante.
Infine l’allattamento crea una pausa naturale nel ciclo riproduttivo (in genere se la madre allatta completamente, senza fare “aggiunte” al pasto del neonato, non ha le mestruazioni), questo permette di non usare metodi anticoncezionali per 6 o più mesi.
Il bambino, già ai primi sorsi di latte materno, beve il colostro (liquido spesso e giallastro che serve da intermediario tra il sangue della madre e il suo latte) che avrà un ruolo primario per il suo sviluppo e per il suo sistema immunitario.
Da un punto di vista biochimico questa sostanza si avvicina di più alla formula del sangue, perchè contiene molte cellule viventi come linfociti e macrofagi che hanno un ruolo protettivo contro i germi e le sostanze estranee.
Contenendo degli anticorpi, il colostro contribuisce a trasmettere al nascituro un’immunità naturale.
Il colostro ha la funzione di diminuire la permeabilità intestinale, migliorando quindi la digestione di grosse molecole proteiche, impedendo l’assorbimento di proteine intere, fattore che pare sia all’origine di diverse allergie.
Il colostro fornisce quindi al neonato una vaccinazione naturale contro molte malattie.
Composizione del latte materno. Paragonato al latte vaccino la differenza più marcata sta nella quantità proteica.
Il latte vaccino ha il 3,8% di proteine contro l’1,5% del latte materno.
I minerali: il latte materno contiene, in proporzione, meno minerali del latte di mucca. Per esempio, il latte materno contiene un quarto del calcio che si trova nel latte vaccino.
Questo perchè le proporzioni di minerali del latte materno sono più adatte per lo sviluppo di un essere umano di quello vaccino. Per questo l’alta concentrazione di minerali del latte vaccino obbliga il fegato e i reni del nascituro ad un sovraccarico lavorativo per eliminare gli eccessi inutili.
Il ferro: alcuni credono che il latte materno non fornisca abbastanza ferro. Questo non è esatto. Infatti il latte materno umano contiene due proteine specializzate, la lattoferrina e la transferrina, che hanno come funzione di prendere il ferro nell’intestino del neonato e di fissarlo.
Così il ferro del latte materno è molto più assimilato del ferro del latte vaccino. Il neonato può assimilare fino al 50% del ferro contenuto nel latte di sua madre, mentre assorbirà solo il 4% del ferro contenuto nel latte in polvere mineralizzato per neonati.
La taurina: nel neonato allattato dalla madre gli enzimi biliari si associano alla taurina, acido aminico molto importante per lo sviluppo del cervello. Il neonato non produce ancora la taurina e deve dunque trovarla nell’alimentazione.
Se viene allattato da sua madre, il latte di lei gli fornirà taurina in abbondanza, inesistente nel latte di mucca. Questo fenonemo, scoperto recentemente, sta creando non pochi problemi ai produttori di latte in polvere per neonati.
La vitamina C: se la madre ha un’alimentazione variata, il suo latte conterrà abbastanza vitamina C. Ma il neonato che prenderà latte in polvere dovrà aggiungere vitamina C sintetica. Non è indicato dare troppo presto succhi di frutta naturali (dopo l’ottavo mese) perchè il neonato non li tollera molto.
Le proteine: le proteine sono le sostanze più caratteristiche degli esseri viventi. Tutte hanno un ruolo e una funzione ben determinata. Il latte vaccino contiene più del triplo di proteine del latte materno. Il vitello può rizzarsi sulle zampe autonomamente dopo sole poche ore dalla nascita.
Un bambino lo farà solo un anno dopo la nascita. Per questo le proteine del nostro latte sono così diverse da quelle del latte vaccino. Le proteine sono composte da aminoacidi, veri e propri costruttori dei tessuti dell’organismo.
Gli aminoacidi del latte materno sono contenuti in giuste proporzioni per far crescere un bambino in modo armonico, mentre gli aminoacidi contenuti nel latte vaccino sono ideali per far crescere ... un vitello! Infatti la caseina, abbondante nel latte di mucca, forma dei grumi difficili da digerire per l’essere umano.
Ecco perchè il neonato alimentato con latte in polvere è sazio più a lungo del bambino allattato al seno.
I bambini che prendono il latte vaccino hanno più bisogno di acqua, non solo per il loro metabolismo, ma anche per permettere ai reni di eliminare i sali e le proteine in eccesso.
I grassi: la proporzione di grassi è più o meno la stessa, nel latte vaccino e nel latte materno. Però la quantità dei grassi è diversa. I lipidi del latte materno sono molto digeribili grazie alla presenza di un enzima specifico, la lipasi, che serve per digerire i grassi. Inoltre il latte materno contiene del colesterolo in gran quantità perchè il neonato ne ha bisogno per lo sviluppo del suo sistema nervoso e muscolare.
Purtroppo invece i latti in polvere per neonati contengono dei grassi vegetali, in particolare l’acido linoleico (che si trova in certi semi), l’antagonista del colesterolo. Questo tipo di latte sarebbe certamente più indicato per un adulto affetto da disturbi cardiovascolari, ma di sicuro non per un neonato di pochi mesi.
I glucidi: il latte materno contiene il doppio dei glucidi rispetto al latte vaccino. Gli idrati di carbone del latte materno si trovano soprattutto sotto forma di galattosio, lattosio e glucosio. Il lattosio è il più digeribile e favorisce l’utilizzazione delle proteine e del calcio. I latti in polvere sono ricchi di un’aggiunta di zuccheri trasformati e raffinati.
Il lattosio si scompone e libera la sua energia ad un ritmo lento e regolare, contrariamente allo zucchero di canna o di barbabietola, il saccarosio, che alza e abbassa i tassi glicemici (zucchero nel sangue) ed è causa col tempo di disturbi ipoglicemici. Posso quindi concludere a tutti gli effetti che il latte materno è il migliore, l’ideale, per il fatto che gli zuccheri che contiene hanno un’azione specifica sulla flora intestinale.
Lo zucchero del latte materno favorisce la crescita di un gruppo di batteri dei quali si sente sempre più parlare, i lactobacillus bifidus, che hanno la funzione di bloccare lo sviluppo di batteri nocivi responsabili della diarrea in forma grave (enterocolite) nel neonato, e di favorire lo sviluppo di batteri utili. Il latte materno ne contiene quantità molto maggiori del latte in polvere per neonati o dellatte vaccino.
D’altronde possiamo tutti notare la differenza di digeribilità sentendo l’odore dei rigurgiti o delle feci di un neonato allattato al seno materno che è certamente più piacevole che nei neonati allattati in modo sintetico o con latte vaccino, dove l’odore è nauseabondo, acido, tant’è vero che, istintivamente, molte madri si chiedono se il bambino digerisce bene.